Era l’Europa senza confini, erano i treni presi su cui eravamo seduti a fissare il vuoto, dopo un ritiro, erano gli scherzi sul pullman verso Monaco come in gita alle medie, erano i treni presi per tornare a casa da chi ci aveva aspettato e voleva sapere come era andata, era l’acqua che colava dai guanti gonfi di pioggia, erano le mani da stringere, erano le mani che non riuscivano più a stringere nemmeno il manubrio, per il freddo, era la pelle strappata dal sole, erano i km di pianura che non finivano mai, era la salita che finiva subito, era il sorriso che il vento ti disegnava sulle labbra in discesa, era quello che trovavi da mangiare, erano i primi bar aperti prima dell’alba, era perdersi nella notte, era ritrovare la strada, erano le montagne e tutto quello che ci può stare infilato in due giorni: era tanto, era tutto, era il nostro modo di andare in bici, eravamo noi ciclisti, che prima di tutto siamo nomi, storie, sogni.
Oggi sarebbe dovuta partire la sesta edizione della Rando Imperator: era il nostro primo amore in bici, lo sarà sempre. Torneremo nel 2021: aspettateci là.
https://vimeo.com/416617745