Aspettami, sto tornando a casa. Prima però devo strappare un ciuffo d’erba nel bosco, un fiore nel prato, raccogliere una pigna e metterla in tasca, e consegnartela nelle tue mani. Aspettami ancora un po’, prima che ritorni da te. Prima devo mantenere una promessa fatta a mio padre, aiutare un amico a superare la notte fuori, tirare due sconosciuti per qualche decina di chilometri ancora, almeno fino al fiume; ieri mi hanno salvato la vita lasciandomi l’ultima fetta di pizza rimasta, glielo devo. Aspettami, aspettami sempre mentre vado lontano. Faccio sempre la strada più lunga, per tornare a casa, soltanto per non arrivare da te a mani vuote, per pulire gli occhi, dare aria alla mente, per riempirmi i polmoni di tutto quel fiato che ci servirà quando saremo di nuovo insieme. Tu avrai una storia da ascoltare, mentre mi gratterò via il fango dalle caviglie, e io saprò che sarai sempre stata con me. Aspettami ancora, poi te lo prometto, mi fermerò un attimo. Prima devo attraversare le montagne, bagnarmi nell’acqua, respirare il vento. E se tutto questo mi cambiasse, mi riconoscerà ancora, quando tornerò? Siamo i posti che attraversiamo e i pensieri che facciamo mentre ci pedaliamo in mezzo, e la voglia di trasmetterti il coraggio, l’amicizia, il caso, la vulnerabilità: tutto quello che riesco a portarti con la mia bici fino a quando sarò di nuovo a casa.
Aspettami, sto tornando a casa. Prima però devo mettermi la mano tra la faccia, starmene un po’ da sola in mezzo a questa piazza, e mettermi a piangere. Quanto bisogna andare lontano per ricordarsi chi siamo.
Aspettami ancora un po’, prima che ritorni da te. Prima devo ritrovare la strada. Mi sono perso e sto girando a vuoto su e giù dall’argine, mi fermo a chiedere indicazioni, le persone mi parlano in una lingua che non capisco, mi trascinano dentro un bar, mi danno un bicchiere in mano, vogliono che giochi a carte con loro, forse a casa non ci voglio più tornare.
Aspettami, aspettami sempre mentre vado lontano. Quando sarò sui tornanti in mezzo agli abeti aspetterò che non ci sia nessuno per dire a voce alta il tuo nome. Quando vedremo lontano le luci della città a spezzare il buio che ci circonda inizieremo a cantare sulla ciclabile svegliando chi dorme. Quando tornerò da te saremo di nuovo i bambini in bici che si rincorrevano in cortile.
Aspettami ancora, poi te lo prometto, mi fermerò un attimo. Prima devo attraversare i confini, alzare gli occhi e vedere un muro di tornanti, starnutire mentre passiamo in mezzo a un prato fiorito. Ti ho pensato mentre la strada era in discesa e oltre la staccionata, le case, i castelli, gli alberi e ancora le montagne e i ghiacciai, su in alto sul crinale, c’eri tu a guardarmi e a dirmi di prendermi il mio tempo per ricordarmi chi sono.
Aspettami, sto tornando a casa. Prima devo attraversare ponti, entrare in gallerie, superare pozzanghere e campi di papaveri e tutto quello che la natura mi metterà sulla mia strada.
Aspettami ancora un po’, prima che ritorni da te. Prima devo stare ancora un po’ con i miei amici, e finire di costruire questo ricordo che ci porteremo dietro per tutta la vita. A un matrimonio tra dieci anni, a una birra nel locale dietro casa tra vent’anni, quando saremo anziani sfiniti su una panchina tra trent’anni, ci ricorderemo di quel giorno, dispersi in mezzo alle Alpi, in cui il sole fu così gentile con noi e i nostri sorrisi.
Aspettami, aspettami sempre mentre vado lontana. Mi distraggo spesso su questa ciclabile dritta e infinita, mi guardo a destra e vedo le montagne, a sinistra l’alba, è domenica mattina e la prima cosa che farò tornata a casa sarà passare del tempo solo con te e raccontarti cosa abbiamo visto insieme, io qui e tu da casa a pensarmi.
Aspettami ancora, poi te lo prometto, mi fermerò un attimo. Prima devo specchiarmi nell’acqua, e vedere se mi riconosco ancora dopo tutta questa strada. In quel momento in cui mi vedrò riflessa forse mi passerà per un istante la voglia di tornare a quello che mi aspetta a casa: i limiti, i confini, i doveri, gli orari, gli uffici chiusi. Per un istante non vorrò più tornare: poi mi scuoterà, mi spingerà di nuovo sulla bici, a tornare a casa con una storia da raccontarti ogni volta che avremo voglia di partire.
Rando Imperator è la strada da fare per arrivare più lontano da te e più vicino a dove ti batte il cuore. Sono due giorni in viaggio in bici senza confini, per portare a casa tutti i ricordi che ci tengono insieme. La randonnée europea che attraversa il cuore dell’Europa, di qua e di là dalle Alpi dalla Germania all’Italia, torna sabato 16 e domenica 17 maggio 2026. Iscriviti online.
🇪🇺🇪🇺 Rando Imperator 2026 🇪🇺🇪🇺
16-17 maggio
11a edizione
Monaco – Bolzano – Ferrara
In bici dalla Germania all’Italia in 2 giorni
Insieme a: Treesport
Foto: Flavio Perazzini

















